La prima volta che lo vidi era a Piazza di Spagna. Indossava un saio fatto a mano, vecchie lenzuola tenute insieme da uno spago.
«Pentitevi figli e figlie, non cercate le risposte nell’elenco telefonico, voi non siete di questo mondo!»
Ogni tanto lanciava un Nuovo Testamento tascabile contro una turista americana dal petto interessante.
Non badai a lui.

Quattro anni dopo era a Via del Corso, vicino al tizio del sushi.
«Costole d’Adamo, rifiutate il tabacco, siate mondi, dice il SIGNORE!»
Le lenzuola e la sua barba erano degni di un profeta.
«Ogni volta che inspirate state facendo una bocca a Lucifero, il re della menzogna!»
A nessuno importava.

Quando lo vidi predicare davanti scuola non resistetti più e volli parlargli.
«Chi sei? Perché sei vestito così?»
I suoi occhi brillarono.
«Mi chiamo Gabriele, ero un tecnico informatico, mi annoiavo.»

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