Esperimento: andate negli anni Venti, prendete un tram, dite ad alta voce:«Siamo giaciuti insieme!». Osservate la reazione.
Tornate ai giorni nostri, su un autobus, gridate:«Sì, abbiamo fatto sesso selvaggio, con tanto di manette». Nessuna reazione, se si escludono le due suore.
Perché è così, no? Se parliamo di cose scandalose al massimo infartiamo un reverendo grasso, è un bel 575 C.P., ma ormai fra la gente normale non ti si fila nessuno.
E invece se mi metto vodka al posto del sangue e mi lamento stile Jacopo Ortis dello “spettro livido della verginità”?
Silenzio assoluto, il DJ svenuto mixa con la faccia.
Cosa scandalizza chi? Dobbiamo scomodare il cogito per saperlo? Nah, mollo la patata bollente alla co-autrice e vaffanfuffi.

Beh. Bell’argomento. Bello spinoso. Che poi con il nome bisillabico tronco che si ritrova, uno mica lo prende sul serio.
Invece è una roba bella tosta. Ma io con gli argomenti seri ci so fare:
«Sai, mio padre ha avuto il cranio spaccato, voglio dire, non è che si sia svegliato così una mattina, è stata lei, la mamma, è entrata da dietro in silenzio e ZAC! ha colpito giusto. Un lago di sangue che non hai idea.»
Quanto sono censurabile dopo una cosa del genere? è questo che intendi per tabù? O come lo chiami, scandalo? Non lo so.
Tabù mi viene da scriverlo con due o, come il gioco da tavolo, roba che il mio professore di italiano mi farebbe a pezzi. Ah. Anche questa.
«Sa professore, tutte le notti faccio sogni erotici su di lei, belli spinti, roba che piuttosto che perdere una sua lezione mi farei chiudere in una toilette pubblica con un transessuale tailandese e con un testimone di Geova.»
Adesso è abbastanza tabù? Insomma, a buttarla sul sesso si va sul sicuro, è quasi troppo facile.
Metti che una mattina mi staccano l’acqua, il bidet, l’impianto e tutte le altre meraviglie dell’arte sanitaria vanno a farsi benedire. Ma dico io, che problema c’è col primitivismo?
Ma queste sono cose banali, mi butto sul particolare, chi vi dice che quello che state leggendo l’abbia scritto io? Tutta roba copiata genuina! A tal segno lo spirito d’emulazione fa bene agire anche i meno dotati, diciamocelo.
«E adesso? Che scrive questa?»
Cos’è non vi piace? No? Ma tanto voi non capite niente.
«Sarà solo uno di quei deliri post alcolici…»
E invece no, è un delirio e basta.
Mettiamola così, finisco in bellezza, giusto perché è sempre squallido chiudere con una citazione “la nostra testa è rotonda perché il pensiero può cambiare direzione” Francis Picabia.


Articolo mai pubblicato, scritto con Flavia

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