Jack Giraffa annoda cravatta e cappello, l’impermeabile sul braccio con l’ombrello, il tè calibro .38 e la pistola semiautomatica al lime nella fondina.
Come al solito è tutto in bianco e nero, fuma Jack, fuma la segretaria, fuma il telefono.

Jack Giraffa esce dal suo studio al 4° piano di Chicago e una donna con vestito e cappellino (grigi) gli si butta tra le braccia e lo bacia.
Poi si mette a piangere, sedendosi su un idrante, Jack le offre la sua cravatta per asciugarsi il naso e soffiarsi le lacrime.

Da dietro un lampione spuntano dieci scagnozzi di Tony Ratto, impeccabili nei loro completi grigi a righe grigie, brandendo mitra, tranne quello nuovo che sta ancora mangiando la sua banana.
Una macchina guidata da un vecchio con zero riflessi ma ottimo tempismo e molto gin nel sangue salva Jack Giraffa, la donna sviene fra le sue braccia (del vecchio).

Jack si accorge di aver dimenticato l’accendino, entra dalla finestra sul retro e scopre che hanno tagliato la gola alla sua segretaria mentre innaffiava i piranha.
Primo piano sulla lampada art déco, musica di suspense.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on TumblrShare on Google+Email this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *