Suppongo che avrei dovuto scrivere secoli fa questo articolo…
Comunque, le lezioni non sono assolutamente quello che pensavo.

Abbiate pazienza, quando sono entrato in questa stanza gigantesca e apparentemente senza banchi, l’unica cosa che riuscivo a pensare era: «Come cavolo pensano che possa prendere appunti? Ho bisogno di prendere appunti!».
Poi ho capito come si usano quei cosi che spuntano dal bracciolo.

Seconda questione, i professori.
Mi aspettavo fossero giovani — sapevo che qui non s’usano dei sauropodi — ma che avrebbero indossato felpe col cappuccio? E parlato come uomini della strada (come dice il mio prof di filosofia del liceo)?
Sono abbastanza sicuro una di loro si sia presentata usando il suo nome proprio!

(Ora, se non siete studenti universitari italiani (o persone con uno strano fetish per le università italiche) potete anche saltare l’ultimo paragrafo e ridere di me subito, oppure non fatelo, sono un testo, non uno sbirro)

Se mi è permesso continuare, ho anche preso parte al mio primo laboratorio di microscopia (e intendo proprio primo, sono una pagina bianca, vergine di microscopia così tanto che in confronto l’olio d’oliva dovrebbe farsi un controllo medico).
Cos’altro?
Finosco qui, prima di mettermi ancor di più in imbarazzo, e comunque le mie dita sono stanche a furia di scrivere sul telefono in attesa che la lavatrice finisca…

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