E così è finalmente iniziata la mia nuova vita nella mia nuova casa (musica melensa stile serie tv americana?).
Ovviamente siccome noi gli inglesi sono gente precisa, l’intera prima settimana non è dedicata al vano tentativo di ottenere il libretto universitario (cit. qualunque mio amico in Italia), ma a farti sentire benvenuto, a tuo agio, amato e coccolato (forse esagero un po’ in fondo non ti danno nemmeno la carta igienica…).

Accomodation (Casa dolce casa)

La prima (e unica) cosa da fare quando si arriva in questo posto in mezzo ai campi che è la mia Università (suona strano, vero?) è ritirare la chiave (elettronica) per accedere alla propria stanza (se non sei pendolare).

Inutile dictu sono riuscito a lisciare il punto di ritiro chiavi di circa 400 metri (o ¼ di miglia come scrivono sui cartelli), ma alla fine ho potuto trascinare (con l’aiuto di un adulto, Art Attack insegna) le mie valige fino al secondo piano della palazzina che è la mia nuova casa.
Mi ha dato il benvenuto la nostra Resident Assistant nonché mia coinquilina del piano.

Piccolo excursus: questa università è il sogno proibito di ogni psicologo, una città autonoma con i suoi locali, supermercati, quartieri e grattacieli.

Ma com’è la stanza? Nel mio caso larga più della stanza d’albergo media, con un letto, una scrivania e una luce principale che si accende dopo qualche minuto. Niente lenzuola e niente carta igienica (sì, lo so, l’ho già detto, ma è una cosa importante!). Una cucina in comune ogni piano, col tuo spazio per piatti e pentole, e un frigo da dividere amichevolmente.

Siccome era domenica, non c’era altro in programma.

Lunedì

Ogni giorno durante la settimana delle matricole sono organizzate innumerevoli attività, alcune delle quali obbligatorie, altre semplicemente imbarazzanti («Ciao nuovo arrivato! Visto che non conosci ancora nessuno ti va di venire a vedere “una discussione sulla sessualità sicura e l’alcol con un mucchio di robe in omaggio?” l’Unione Studenti l’ha organizzata apposta…»).

Nel mio caso ho dovuto sentirmi una discussione di benvenuto, un’altra di benvenuto per noi stranieri, una sul test d’ingresso d’inglese e una (dipartimentale) su come rimpinguare i nostri curriculum fin dal primo giorno.

Per la prima volta nella mia vita ho sentito parole come “abilità trasferibili” pronunciate da persone che sapevano cosa significassero. E mi sono ritrovato a iscrivermi al Big Essex Award, un sistema per registrare le attività extra-curriculari (volontariato, lavori dentro o fuori l’università, attività in associazioni studentesche) e imparare come essere appetibili ai futuri datori di lavoro, ottenendo in cambio un attestato.

Nel tempo libero mi sono perso all’interno del campus, ho fatto la spesa a un vicino supermercato, ho aperto un conto corrente, e mi sono procurato un numero di cellulare inglese.

Vista la quantità di cose da fare il pranzo che avevo preso da portar via sono riuscito a mangiarlo (freddo) alle tre del pomeriggio. Comunque il pollo che fanno da Frango’s (uno dei locali nel campus) è buono.

Martedì

Come il primo giorno era pieno di eventi obbligatori, così il secondo… Ho ritirato la mia tessera da studente.

Quanto alle cose facoltative e un po’ imbarazzanti: SPEED MATING! Ovvero uno speed dating per conoscere nuovi amici. Sembra imbarazzante e artificiale, ma è solo imbarazzante. Mi è piaciuto talmente tanto che l’ho fatto due volte.

Ancora tempo libero? Uffa! (Qualcosa che penso non dirò più a partire da questa settimana)
E così sono andato a Colchester (la città più vicina) con un mio coinquilino di piano (ci sono 6 stanze per piano) e un suo amico.
Colonna sonora (pretesto per allontanarsi da questo articolo chilometrico): Petula Clark – Downtown.

La sera cinema (come dice la canzone ci sono spettacoli), sempre dentro l’Università (ho già detto che è una piccola città, perché devo ripetermi?).

Mercoledì

E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

Il test d’inglese, per chi fosse curioso, consiste nello scrivere due brevi testi di 125 parole ciascuno, e poi scegliere un giorno per andare in uno dei laboratori informatici (sì, plurale ♥) e completare uno di quei fastidiosissimi test di uso e comprensione della lingua.

Quanto alle cose per tutti, stranieri e non, ho visto finalmente l’edificio della mia facoltà, dove sono andato per ricevere le seguenti cose:

  • Penna USB ufficiale (contenente un manuale per gli studenti e altre informazioni utili)
  • Cartelline di plastica (per consegnare la copia cartacea dei compiti)
  • Occhiali di sicurezza (per non farsi sputare in faccia dai compagni di laboratorio quando sbagli un calcolo semplicissimo)
  • Quaderno
  • Pennarello indelebile
  • Senso di attesa quando ti dicono la misura del tuo futuro camice e ti chiedono il nome per l’apposita targhetta

E per concludere in bellezza: registrazione dal medico (chissà dov’è il centro medico… nel campus!) alle 7 di sera, completando la pre-registrazione via internet si risparmiano venti minuti buoni di fila.

Giovedì

Il giovedì è il giorno perfetto per… svegliarsi alle 10, perdersi a Colchester (sì, ci sono riuscito!), prendersi un temporale in testa e tornare all’Università di fretta.

Il test di inglese, parte II — La vendetta dell’Use of English, si svolge in un laboratorio (sotterraneo e nascosto) di informatica, e non mi va di parlarne finché non escono i risultati…

Il pomeriggio meet ‘n’ greet della nostra corte (quartiere): venti persone nella cucina, qualche tentativo di twister e beer pong senza birra ma con dolcetti (non ricordo il nome esatto).

Venerdì

E così incominci ad avere seri dubbi sulla tua capacità di studiare una materia scientifica? Cosa c’è di meglio di una discussione di sicurezza obbligatoria per farti sentire meglio? Scopri anche tu quanto spesso capiti che il vicino ti schizzi negli occhi qualche sostanza pericolosa, nonostante gli occhiali di sicurezza!

L’unico altro evento della giornata è stato un “conosci i tuoi compagni di facoltà”, ovvero una gara a chi riusciva a trovare un modo per non far rompere un uovo lasciato cadere da tre metri, usando solo 6 fra gli oggetti disponibili.
Il nostro si chiamava Keith, ed è quasi sopravvisuto.

Sabato — Fiera delle Matricole

(Alleluja, finalmente posso chiudere questo articolo)

Della serie teniamoci il meglio per la fine, il sabato è interamente dedicato a promuovere le associazioni degli studenti, con una serie di banchetti (piccoli banchi, ma c’è anche del cibo) presso cui recarsi.
Se dico che c’è veramente di tutto non è perché sono ancora in fase di reverente ammirazione per il nuovo paese e la nuova università, è vero:

  • Socialisti (Marxisti)
  • Moda Etica
  • Equitazione
  • Arrampicata
  • Dibattito
  • Ciprioti
  • etc.

Per una lista completa: http://www.essexstudent.com/activities/societies/list/a-z/

Bene, la settimana è finita e non so più che scrivere, qualsiasi domanda potete farmela nei commenti qui sotto o in qualunque altro posto io metta il link all’articolo.

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