Ormai diciamo che sono un veterano del nostro laboratorio, o almeno così mi piace pensare dopo un intero trimestre di camici e guanti. Il laboratorio è formato da due stanze nel dipartimento di Scienze Biologiche, ultimo piano. I microscopi sono in una stanza a parte.
La prima cosa da fare quando si ha un practical è arrivare in orario (ma va?) e aspettare pazientemente che aprano la porta cambiarsi in uno dei due stanzini e indossare il famoso camice e gli occhiali protettivi (ricevuti a inizio anno).

A seconda del tipo di esperimento, maneggiamo:

  • microscopi ottici
  • spettrofotometri
  • burette
  • bilance
  • pipette e affini

Ma in cosa consistono gli esperimenti? A seconda del modulo (o materia) che ti ha costretto a tagliare corto un’uscita amichevole e alcolica la sera prima, si va dall’osservare esseri viventi e/o sminuzzarne le spoglie mortali, al maneggiare sostanze chimiche pericolose e tossiche, fino al produrre un sale molto sbrilluccicante.
Ma due volte su tre si tratta di una titolazione (usare un tubo con rubinetto per far cadere un liquido dentro un altro liquido e sperare cambi colore prima di pranzo) o di disegnare qualche cosa che vedi al microscopio (mormorando tra sé: «speriamo ci assomigli…»).

Ma passiamo alla parte divertente, tipi di persone che ti capiteranno come partner:

  • il pigro/insicuro: non sai bene perché, ma aspetta sempre che tu abbia disegnato prima di disegnare per primo, poi quando si accorge di essere in ritardo sulla tabella di marcia copia semplicemente i tuoi.
  • l’imbranata: pensavi che gli Inglesi fossero cresciuti a pane e laboratorio, e nessuno fosse peggio di te? SORPRESA! Adesso osservala mentre sale su uno sgabello per riempire la buretta e non guarda dove pipetta l’acido!
  • la bionda: ci hai fatto un laboratorio una volta, ma siccome si trattava di una persona normale, l’unica cosa che ricordi è un tratto fenotipico random, in questo caso il colore dei capelli
  • la precisa: bisogna registrare i dati in duplice copia, pesare ogni cosa tre volte e mettendola in contenitori diversi (pesati anche loro, ovviamente), ma poi nella titolazione apriamo il rubinettino all’80% e “correggiamo” il risultato…
  • la perfetta: non solo non è messa peggio di te (i partner messi meglio o non esistono o ti stanno alla larga), ma riesce a intrattenerti chiacchierando per tutta la durata di un lentissimo esperimento, senza farti distrarre e causare danni. La sceglieresti per una missione scientifica di 3 anni su Marte. Oscuri riferimenti a serie TV che entrambi guardate a palla. La coppia di fronte a voi vi osserva come se stessero studiando i rituali d’accoppiamento di un celacanto a pois.

Insomma, in laboratorio non ci si annoia mai, e si viene valutati compilando un lab report che di solito consiste di domande e qualche (oibò!) grafico disegnato a mano.

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