«Libera chiesa in succube Stato»

Forse l’aria inglese mi ha fatto male, o la frequentazione di così tanti non-Cattolici, ma personalmente intendo l’indipendenza fra Stato e Chiesa (Articolo 7 della Costituzione) come un processo reciproco, la Repubblica non legifera sull’altezza delle mitre, e la Chiesa non scaglia anatemi sul trasporto pubblico.
Una bella idea, nevvero? Una chiesa che si occupa di questioni metafisiche, lasciando la cosa pubblica nelle mani dello Stato.
Ma ovviamente in Italia abbiamo un modo tutto speciale di intendere i rapporti reciproci, soprattutto quando si tratta di provare quanto siamo bravi a inginocchiarci davanti a chi conviene.

Così è successo a Chieri (Torino) nel Liceo di Stato Augusto Monti.
Il Preside e le Funzioni Strumentali hanno deciso motu proprio di ospitare delle reliquie cattoliche nell’Auditorium della scuola, come generosamente proposto dai Salesiani.
Come è risaputo, infatti, l’Urna di don Bosco non può essere ospitata in una Chiesa, almeno non a Chieri.
O generosissima iniziativa, aprire le porte di un edificio pubblico di uno stato laico alle reliquie di un Santo! Come la tomba dell’Apostolo Pietro all’epoca di Lutero, altrimenti, sarebbero state esposte a ogni sorta di intemperie e rischio, al termine del loro tour iniziato ben 4 anni fa!

Mentre il prof. Gianfranco Giusta si procacciava così imperitura fama di Defensor Fidei, i docenti del liceo vivevano ignari la monotona vita scolastica, almeno finquando una circolare (n. 72, 21 gennaio 2014) non è apparsa dalle stanze del potere per annunziare il gaudium magnum.
Secondo quanto riferito da Airis R. Masiero (docente), alcuni suoi colleghi si sono rifiutati di leggere il gioioso annuncio, forse non essendosi accorti che l’istituto era diventato paritario a loro insaputa!

Per non lasciar solo il cenere muto del Santo, però, si sono mobilitati i docenti dell’ITS Vittone, e hanno esposto le spoglie mortali di Giordano Bruno, quello che disse «quando la superstizione si infiltra nella cultura, arriva l’ignoranza e la morte».

Unica consolazione, l’atto di culto in luogo pubblico non è stato in alcun modo obbligatorio, perché quello sì che sarebbe stato inopportuno!

Disclaimer: al momento della pubblicazione del seguente articolo il Dirigente Scolastico, avendo preso visione dell’email, non forniva risposta o commento alcuno sulla questione.

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