07. agosto 2014 · Scrivi un commento · Categorie:Senza categoria

Forse esagero, forse ho vissuto ad Albione troppo a lungo, forse qualcos’altro, però questa storia che riporto oggi penso riassuma una certa Italia perfettamente.

«Mi trovavo alla fermata Vittorio Emanuele alle tre, tre e mezza. Aspettavo l’autobus notturno con degli amici. Come puoi immaginare oltre a noi tre c’erano solo persone originarie di altri paesi, era pur sempre notte fonda…
D’un tratto arriva una macchina a velocità folle, si capiva che chi guidava era ubriaco, e si va a schiantare su un’altra macchina. Parcheggiata. Subito accorriamo, primi fra tutti due persone dall’accento est europeo, che tra un “signora come sta?” e l’altro aprono lo sportello e si mettono a frugare prima di scappare con la sua borsa e cellulare.

Nel frattempo io chiamo il 112, “c’è stato un incidente a Vittorio Emanuele, mandate qualcuno”, e quelli mi rispondono “non è competenza nostra” e attaccano. Provo a chiamare un’altra volta, al 112, e non rispondono proprio. Nel frattempo passa una volante dei Carabinieri, ci sbracciamo, e l’incidente si vedeva, ma quelli niente. Allora chiamo un ambulanza e i vigili.
Quando arriva l’ambulanza si mettono a controllare la tipa, che parlava del telefono e come sia malmessa l’Italia, e continuano per un bel po’ di tempo. Quando hanno finito ci fanno “restate voi con la signora vero?” e se ne vanno.
Arrivano i vigili e ci chiedono “ma non l’avete chiamato il 118?”, e noi “sì che li abbiamo chiamati, sono venuti e se ne sono anche andati”.»

Raccontatami da Luca “Marshmallow Peloso”, qui parafrasato.

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