«a maggio devo andare lontano / e il pericolo corre lungo i binari»
– Lo Stato Sociale, Quello che le donne dicono

Fa caldo, non ho sonno, e tu nel dormiveglia russi.
Vado di qua e di là tutto cercando il letto¹ (quel poco di spazio che mi lasci), ma al fine mi arrendo all’insonnia e penso. Penso a cosa fare l’estate, a quanto è calda la tua mano sul mio fianco, una canzone de Lo Stato Sociale… Hai smesso di russare, il tuo respiro è l’unica cosa fresca in questa stanza, nonostante la finestra aperta.

Ricordo.

Sette novembre duemila quattordici, indosso il camice, mi tocchi sulla spalla, la destra.

«Non ho un partner di laboratorio»
«Adesso ce l’hai»
Sei confusa.
Poi capisci.

(Avanti veloce)

L’esperimento non mi sovviene, penso una titolazione, biochimica?; parliamo di Supernatural, Castiel, Dean/Cas, e chissà cos’altro. Ti invito a pranzo (settimana scorsa con l’altra tipa non ha funzionato), mi dici di no ma mi offri di andare da te.

(Avanti veloce)

Surgelati in forno, bruci le patatine, «non mi era mai successo prima», scusandoti.
Camera tua, mi mostri un video di un comico sull’essere turista in Italia, non rido, sei imbarazzata. Siccome si fa tardi, mia mossa disperata:

«Mi piaci»
«Sì anche tu»
«No, tipo piaci piaci piaci»
Silenzio imbarazzato.

Ci vorranno giorni prima che io capisca di avere una possibilità, ci scambiamo messaggi mentre guardo Les Misérables. Tu odi i musical (ma ancora non lo so).

È l’una e quarantasette di notte, ho finito di scrivere tutto questo, e mi chiedo se domani mi dirai che posso pubblicarlo. Dovrò tradurlo al l’impronta, vedremo…

E adesso russi di nuovo.


¹ Ludovico Ariosto, Orlando Furioso, Canto XXIII: «Poi ch’allargare il freno al dolor puote / (che resta solo e senza altrui rispetto), / giù dagli occhi rigando per le gote / sparge un fiume di lacrime sul petto: / sospira e geme, e va con spesse ruote / di qua di là tutto cercando il letto; / e più duro ch’un sasso, e più pungente / che se fosse d’urtica, se lo sente.»

 

Tutto questo non era un racconto, e prego so che non potreste vivere senza di me che cito l’Ariosto

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