Titolo completo: “Dialoghi con la corteccia prefrontale, ovvero quella che rende l’uomo uomo (dicono)”.
Forse pubblicato su Tassocrazia o forse no, non ricordo. Può darsi che io fossi talmente scandaloso (e folle) da non venir pubblicato.
Come ha detto Laura (la persona che decise se pubblicare o meno) di recente “Eri troppo avanti per loro” (i lettori).

«Buonasera, caro Cervello»
«Buonasera, carissimo Rama»
«Giornata bella cerv… No, non posso fare un racconto tutto parafrasando Palazzeschi, poi vola un’accusa d’essere futurista da una parte, dall’altra quella di…»
«Sì, ma ora stai citando John Donne, n’est pas?»
«Be’… Insomma… Ma poi chissene se cito Donne, chi vuoi che lo conosca, e poi perché ti ostini col francese, non l’hai capito che noi l’odiamo?»
«Nous haïssons la langue de Zazie dans le métro? De Queneau?»
«Oui, voglio dire, sì, che poi adesso perché abbiamo letto quel libro, e prima Esercizi di Stile, allora facciamo i superiori? Solo perché è un autore alternativo che non viene citato dai Cani allora ci rende migliori? E poi, io manco lo so il francese.»
«Neanch’io, ma ti viene in mente qualcosa di meglio da scrivere? Hai più scritto effettivamente qualcosa di valido? No, non rispondere, lo sai che lo hai scritto, lo sappiamo, ma non è che possiamo pubblicarlo, vero?»
«Zitto!»
«Altrimenti cosa, ci affoghi nell’alcol, come quando ti prendi cubetti di ghiaccio in testa a San Lorenzo, o ti spari un bicchierino di vodka davanti agli ospiti tanto per essere random?»
«Ah, tabarnac! (Questo non conta, è québécois). Insomma, io volevo solo scrivere un racconto per il giornale. È poi chiedere tanto volere una misera idea?»
«E di cosa vorresti scrivere, di grazia, col Cervello? Ma sì, raccontiamo di nuovo del nostro grande amore, in fondo quante volte lo avremo fatto? Due, tre? Sai com’è ho perso il conto…»
«Vabbè, dai, per scrivere bisogna vivere…»
«E mi citi il tizio del Piccolo Principe, c’è un motivo se non mi ricordo il suo nome! Oppure dai, scriviamo qualcosa di terribilmente personale, come facevamo per avere 8 dal Marati!
Tipo, idea geniale, di quella ragazza che ti piaceva tanto, e ti ha dato buca, o di quell’altra che certamente ci stava provando, ma anche no. O magari dell’ultima, quella che è come se ci avesse un cartello al collo “Non mi interessi” ma cui continui a pensare ininterrottamente.»
«Come se fosse solo colpa mia…»
«Certo, è colpa nostra, ma diciamoci la verità caro mio, siccome ci siamo decisi che un pezzo anonimo ci ha reso meno sfigati, ci ha procurato una sbrindolina, adesso eccoci a cercare di fare i profondi per rimorchiare…»
«Ho deciso! Farò un meta-racconto, su come non riesca a scrivere un racconto. Penseranno tutti che sia intellettuale e fascinoso (il racconto, ma magari anch’io).»
«Certo, “amatemi sono alternativo e tenebroso”, quando in realtà siamo solo una prima donna isterica!»

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