Simosito

Sui Blog

Dopo un lungo silenzio eccomi pronto a inaugurare effettivamente questo mio non-blog, e quale miglior modo per farlo se non trattando della natura degli stessi contenitori di pensieri da cui cerco in qualche modo di distanziarmi?
All'inizio avevo pensato di scrivere sul perché il presente non sia un vero blog, ma poi ho avuto modo di riflettere (leggasi dimenticarmene) e alla fine pochi minuti fa mi sono risolto a scrivere qualcosa sui vari tipi di blog; ho messo mano alla tastiera ed è nato questo articolo (perché chiamarlo post?).
Esistono, dunque, vari tipi di blog, che si differenziano principalmente per il diverso obiettivo che si pone il loro "autore" (o colui che semplicemente li apre per poi dimenticarsene e abbandonarli incompiuti, contenenti soltanto un "test" copiato da qualche parte e delle immagini di gattini molto carini).
Fra questi ci sono gli estroversi, persone, specialmente giovani, che sentono un grande bisogno di condividere ogni loro attimo di vita col mondo intero, invece di ammorbare — come noi comuni mortali — solamente i malcapitati che si definiscono amici, o che li abbiano ammorbati essi stessi in precedenza.
Non bisogna però confondere questi estroversi con quanti decidano di condividere le proprie idee, senza un filo conduttore di sorta, quasi fossero stufi di averle in testa rimbalzanti o di pensare ad alta voce ovunque vadano, per essere poi zittiti a metà da un'occhiataccia.
Vi sono poi quelli che utilizzano questi piccoli palcoscenici telematici per semplici fini propagandistici, finendo col creare un blog noioso e — nel caso ad essere promossa o esaltata sia un'ideologia od un partito (perché gli altri fanno schifo e noi valiamo) — simile a mille altri.
Concludo con un'altra categoria, quella degli aspiranti scrittori e dei grafomani (in verità assai simili a quegli ammassi di idee vaganti sopradetti), che aprono un blog dicendo di non sapere perché lo facciano, che è solo per avere un posto dove scrivere e magari essere letti, colla segreta speranza che qualcuno gli chiederà di scrivere un libro o di fare un pezzo per un giornale (di quelli veri).
Questi ultimi sono coloro che rischiano più di tutti di abbandonare il proprio spazio virtuale all'incuria, poiché sono soggetti all'incostanza di quella che chiamano Musa.

Ed io? Ovviamente non appartengo né alle precedenti né all'ultima categoria: non so perché mi sia lanciato in questa cosa, avevo solo tanta voglia di scrivere.
Commenti