(«Oh, finalmente ha riscritto l’intro!»)

Potreste essere qui per caso, ma probabilmente mi conoscete e vi ho dato l’indirizzo in qualche astuta maniera («Per favore visita il mio sito, dai!»).
La faccio breve: ogni tanto scrivo robe e le metto qui, più sono vecchie e più ho pudore che qualcuno le legga davvero. Non tolgo nulla perché non si possono cancellare e basta, non è carino.
Se volete sapere chi sono (in forma mitologica e agiografica) c’è una pagina anche per quello, come ce n’è una per scrivermi.

Che ci fate ancora qui? Andate!

Ricordo, ricordo tornare la sera da casa tua. Solo, paura di perdermi per la strada sconosciuta e familiare.
Ricordo il sorriso ebete che doveva decorarmi il volto, il canticchiare mentale, le memorie fresche fresche dei tuoi occhi da cerbiatta, e del tuo fare un po’ infantile. Ancora »

vorrei dirti che ti amo, ma sarebbe strano,
appena ci conosciamo e hai tutta la vita davanti,
mentre io, a volte, non ho la forza di allacciarmi le scarpe. Ancora »

Di C. Kavafis. Ancora »

Non sono il tipo di persona che scrive recensioni; anzi, sono il tipo di persona che ignora ogni suggerimento in materia di libri e continua a vagare per la libreria due ore prima di andarsene senza qualcosa di nuovo da leggere. Ancora »

Titolo completo: “Dialoghi con la corteccia prefrontale, ovvero quella che rende l’uomo uomo (dicono)”.
Forse pubblicato su Tassocrazia o forse no, non ricordo. Può darsi che io fossi talmente scandaloso (e folle) da non venir pubblicato.
Come ha detto Laura (la persona che decise se pubblicare o meno) di recente “Eri troppo avanti per loro” (i lettori).

«Buonasera, caro Cervello»
«Buonasera, carissimo Rama» Ancora »

Tim (Timothy Kurek) è un ragazzone, il tipo di ragazzone addosso a cui non vorresti versare il tuo drink in un bar affollato la sera che hai bevuto un po’ troppo. Ha un aspetto molto Americano, e se lo chiedete a me indossa solo cappelli da baseball, camicie da boscaiolo a maniche corte, pantaloncini, e scarpe sportive; probabilmente perché me lo ricordo così. Ancora »

«a maggio devo andare lontano / e il pericolo corre lungo i binari»
– Lo Stato Sociale, Quello che le donne dicono

Fa caldo, non ho sonno, e tu nel dormiveglia russi.
Vado di qua e di là tutto cercando il letto¹ (quel poco di spazio che mi lasci), ma al fine mi arrendo all’insonnia e penso. Penso a cosa fare l’estate, a quanto è calda la tua mano sul mio fianco, una canzone de Lo Stato Sociale… Hai smesso di russare, il tuo respiro è l’unica cosa fresca in questa stanza, nonostante la finestra aperta.

Ricordo. Ancora »

Non innamorarti di uno scrittore.
Non importa se pubblicato, aspirante o sconosciuto.
Non innamorarti di uno scrittore.
Lo scrittore vive di belle parole, di storie da raccontare.
Anima mia, non t’innamorare di uno scrittore; cosa se ne potrebbe mai fare di una persona, se non un personaggio? Ancora »