Ormai diciamo che sono un veterano del nostro laboratorio, o almeno così mi piace pensare dopo un intero trimestre di camici e guanti. Il laboratorio è formato da due stanze nel dipartimento di Scienze Biologiche, ultimo piano. I microscopi sono in una stanza a parte.
La prima cosa da fare quando si ha un practical è arrivare in orario (ma va?) e aspettare pazientemente che aprano la porta cambiarsi in uno dei due stanzini e indossare il famoso camice e gli occhiali protettivi (ricevuti a inizio anno). Ancora »

Suppongo che avrei dovuto scrivere secoli fa questo articolo…
Comunque, le lezioni non sono assolutamente quello che pensavo. Ancora »

E così è finalmente iniziata la mia nuova vita nella mia nuova casa (musica melensa stile serie tv americana?).
Ovviamente siccome noi gli inglesi sono gente precisa, l’intera prima settimana non è dedicata al vano tentativo di ottenere il libretto universitario (cit. qualunque mio amico in Italia), ma a farti sentire benvenuto, a tuo agio, amato e coccolato (forse esagero un po’ in fondo non ti danno nemmeno la carta igienica…). Ancora »

Lei (Amanda) amava lo sport, lui (Antonio) stare seduto.
Lei trottava e galoppava a Villa Borghese, lui arrancava e sbuffava dietro un 360.
Lei era tutto Gatorade e energy bars, lui panini e Coca-Cola.
(«Chiasmo!», urlò lo scrivente, interrompendo la narrazione)
Lei era bella, ma forse non lo sapeva, lui non s’era mai posto il problema.
(«Ora basta antitesi, però», disse, interrompendo di nuovo il flusso)
(«Però ora non interrompo più, ommerda l’ho fatto di nuovo!»)
Comunque, avrete capito che non avevano proprio niente in comune.
Bene, ora andiamo avanti. Ancora »

Ci siamo, alla fine ho fatto quello che tutti gli studenti del liceo fanno dopo gli esami: ho scelto un corso di laurea così assurdo che non posso andare all’Università dietro casa.
Anzi, è talmente assurdo che non posso nemmeno rimanere in Italia, o sul “Continente”: mi trasferisco in Inghilterra (per i puristi: sì, nel senso di una specifica parte del Regno Unito).
Ma andiamo con ordine, chi ho dovuto guardare con occhi da cucciolo per arrivare dove sto per arrivare? Ancora »

«a fine giugno maturità e aperitivo a Monti.»
I Cani – Hipsteria

Bene, è fatta. Ho superato anch’io quel rito di passaggio moderno (seh, “moderno”) che chiamano Maturità.
Sono sopravvissuto agli scritti in corridoio, sole di mezzogiorno che ti brilla in faccia, e all’orale 5-minuti-per-materia.
Ma soprattutto sono sopravvisuto agli innumerevoli cliché che mi (ci) hanno buttato addosso nel corso di quest’ultimo anno di scuola. Ancora »

Jack Giraffa annoda cravatta e cappello, l’impermeabile sul braccio con l’ombrello, il tè calibro .38 e la pistola semiautomatica al lime nella fondina.
Come al solito è tutto in bianco e nero, fuma Jack, fuma la segretaria, fuma il telefono. Ancora »

I.

piove
non sei Ermione
niente tamerici
io, te, la pioggia
una goccia sulla guancia
bacio. Ancora »