Disegno di Agnese Argondizza

Disegno di Agnese Argondizza

Di certa gente si dice: «sono contento che non sia mio nemico», non è il mio caso: troppo pigro per iniziare faide, sfogo il mio sadismo con gli amici.

Loro si pentono di avermi incrociato in corridoio, voi volete conoscermi! Oddio, non conoscermi conoscermi, voglio sperare…

Venezia mi fé

Sono nato a Venezia nel 1993, vorrei descrivere per bene tutta la scena, ma non posso. Forse non c’ero, o ero andato a comprarmi delle fritoe.

Sono cresciuto a Mestre facendo quello che tutti i bravi ragazzi fanno a Venezia: inseguire piccioni.

Un giorno del 2005, e qui la storia e il mito si confondono, un essere misterioso un po’ Demiurgo e un po’ Carta di Credito mi regalò Simosito: l’inizio della fine.

Ora la faccenda si fa ancora più confusa: Simosito latita, si fa ogni genere di chirurgia plastica per sfuggire a chi l’insegue (un gruppo di russi che commentano compulsivamente «se il tempo è denaro, mi hai reso ricco»), e a nulla gli vale ch’io mi trasferisca a Roma.

Stat Roma pristina nomine, nomina nuda tenemus

Roma non è che un nome, e avrebbe lo stesso odore se si chiamasse Odoacre.

La cosa importante di Roma, a conti fatti, è che mi ha fatto conoscere quelli a cui dedico due terzi dei testi, un po’ come quelle amiche che ti presentano l’amore della tua vita, quella che poi nella rubrica diventa “Bastarda tagliagole”.

Ma qualcosa si perde nel trasloco: parte di me rimane a Nord, mentre mi porto dietro un accento fantastico.

Giornalista? Dove?

Nel 2008 avvicino, vengo avvicinato, o un po’ e un po’, da una misteriosa e intrigante studentessa del liceo, Francesca, con cui inizio a darmi da fare per creare un giornale scolastico: Il Tasso Parlante.

È così che mi son ritrovato ad essere uno dei 5 (cinque!) direttori di quella sgangherata avventura che è stato il mio primo giornale, e a scrivere articoli che ora sono rimbembranze

Anche i sogni, però, muoiono all’alba (e a nulla giova esser poeta), e così mi ritrovo semplice collaboratore del nostro eterno rivale (due giornali in una scuola, sì): Il Tassometro, di cui sarei divenuto il brillante tuttofare, se non fosse fallito miseramente poco dopo.

Infine, e siamo nel 2011, decido di mettere la mia esperienza a disposizione di Laura, che si è rivelata il miglior direttore nella storia della scuola (probabilmente), e ha portato Tassocrazia (e me come suo vice) sulle pagine dei giornali (quelli veri).

Un articolo tira l’altro, e alla fine in qualche modo arriva una conferenza internazionale sull’omofobia con Timothy Kurek, una di quelle cose che non sai come siano successe, ma che sei riuscito a fare.

Finito il liceo la mia carriera giornalistica è in pausa, ma non prima di aver pubblicato su un giornale vero e di carta, Riforma.

Università si pronuncia “University”

Dopo il mio bel 86 alla maturità (tutta colpa dell’esterna di scienze), mi trasferisco nella non così perfida Albione (volgarmente detta Gran Bretagna), a studiare Genetica all’University of Essex.

È l’inizio di una nuova vita (2013): provette, nuova chiesa, finalmente volontariato di primo soccorso, impegno nella politica italiana (dall’estero, strano, lo so), impegno in mille altri gruppi studenteschi (ne ho anche fondato uno), il tutto passando il primo anno con “colori volanti”, come si dice qui.

Fine?

A questo punto ci vorrebbe una conclusione a effetto, di quelle che non facciano urlare ai lettori:«Perché ho sprecato così il mio tempo?».

Non ce l’ho. Per consolazione potrei mettere la foto di un tenero gattin… Non ho neanche quella.

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